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Novità sul progetto NINFEA

Nuovo studio sul mal di schiena nell'infanzia e in adolescenza

07/10/2026

Il dolore alla colonna vertebrale non riguarda soltanto gli adulti: è infatti un problema frequente anche nelle fasce d’età più giovani, tendendo poi ad aumentare con il passare del tempo.

È quanto emerge da uno studio internazionale apparso su European Journal of Pediatrics che ha analizzato i dati di quattro coorti di nascita europee, in Danimarca, Portogallo, Italia e Finlandia, prendendo in esame oltre 10 anni di vita, dai 7 ai 18 anni.

I risultati mostrano una forte variabilità nella frequenza del dolore: si passa dal 4,6% tra i bambini portoghesi di 7 anni al 92,3% tra le ragazze danesi di 18 anni, considerando rispettivamente il dolore riferito negli ultimi tre e dodici mesi. In generale, il dolore aumenta con l’età ed è segnalato più frequentemente dalle ragazze. Le differenze tra coorti dipendono anche, forse soprattutto, dalla modalità con cui è stata raccolta l’informazione.

Ma quanto è intenso il dolore? Tra i bambini e adolescenti che riferiscono problemi alla colonna, circa 6 su 10 riportano episodi frequenti o intensi, mentre circa 1 su 3 riporta limitazioni nelle attività della vita quotidiana.

Lo studio si è focalizzato sul livello socioeconomico. L’associazione era costante tra condizioni socioeconomiche e presenza del dolore: il mal di schiena è infatti diffuso in tutti i gruppi sociali. Le disuguaglianze socioeconomiche, tuttavia, diventano più evidenti se si considerano la frequenza e l’intensità del dolore oltre che l’impatto sulla vita quotidiana.

I risultati suggeriscono quindi che il problema non è soltanto capire chi ha dolore, ma anche come quel dolore viene vissuto e quanto condiziona la vita nell’infanzia e in adolescenza. Le differenze osservate, tuttavia, variano tra i diversi Paesi e gruppi di età, sottolineando l’importanza di considerare anche il contesto sociale e culturale.

Link all’articolo: Spinal pain prevalence in childhood and socioeconomic patterns: a comparative study in four European birth cohorts